Nel 2013 Jeff Bezos presentò in televisione un progetto che sembrava ancora lontano dalla realtà: utilizzare piccoli velivoli autonomi per consegnare gli ordini Amazon direttamente a casa, in circa mezz’ora.
Il progetto si chiamava Prime Air.
A più di dodici anni di distanza, i droni di Amazon esistono davvero. Negli Stati Uniti trasportano prodotti acquistati online, volano senza un pilota che li controlli direttamente e possono lasciare un pacco nel cortile del cliente entro 60 minuti dall’ordine.
Prime Air, però, non è diventato il sistema semplice e universale immaginato nel primo video promozionale. Il servizio funziona soltanto in aree selezionate, richiede un punto di consegna adatto e negli ultimi anni è stato coinvolto in diversi incidenti: due droni hanno colpito la stessa gru, un altro ha tranciato un cavo internet e uno si è schiantato contro un condominio.
Nel frattempo, il progetto annunciato per l’Italia è stato interrotto.
La domanda non è più se un drone possa consegnare un pacco. La tecnologia ha già dimostrato di poterlo fare. Il vero interrogativo è se possa farlo migliaia di volte al giorno, sopra quartieri abitati, con costi e rischi accettabili.
Dal video del 2013 alle prime consegne reali
La prima presentazione pubblica di Amazon Prime Air risale al dicembre 2013. L’obiettivo dichiarato era trasportare pacchi leggeri fino al cliente in 30 minuti o meno.
La prima consegna sperimentale documentata a un cliente avvenne il 7 dicembre 2016, nella campagna vicino a Cambridge, nel Regno Unito. Il drone trasportò un dispositivo Fire TV e un sacchetto di popcorn, completando l’operazione in circa 13 minuti.
Si trattava però di una sperimentazione estremamente limitata, riservata inizialmente a pochi clienti che abitavano vicino alla struttura Amazon e disponevano di un ampio spazio esterno. Non era ancora un servizio replicabile su larga scala.
Negli Stati Uniti il passaggio decisivo arrivò nel 2020, quando la Federal Aviation Administration concesse ad Amazon la certificazione necessaria per operare come vettore aereo secondo le regole Part 135. La certificazione consente di effettuare consegne commerciali con droni, anche oltre la linea visiva dell’operatore, nel rispetto delle autorizzazioni previste.
Le prime consegne statunitensi aperte a clienti selezionati partirono alla fine del 2022 a College Station, in Texas, e a Lockeford, in California. Il servizio californiano è stato successivamente chiuso, mentre Amazon ha continuato a espandere il progetto in altre aree degli Stati Uniti.
A novembre 2024 è entrato in servizio il nuovo drone MK30 nelle aree di College Station e della West Valley di Phoenix, in Arizona. Da quel momento Prime Air ha iniziato ad assumere la forma di una rete commerciale, ancora limitata ma non più soltanto sperimentale.

MK30: quasi 38 chili per trasportarne poco più di due
Il drone utilizzato oggi da Amazon si chiama MK30. Non è il piccolo ottocottero mostrato nei primi video, ma un velivolo elettrico con sei motori, ali sfalsate e capacità di decollo e atterraggio verticale.
Sale in verticale come un multicottero e, raggiunta la quota prevista, si inclina e utilizza le ali per il volo orizzontale. Questa configurazione gli permette di viaggiare più velocemente e più lontano rispetto ai modelli precedenti.
Secondo la documentazione FAA, il drone pesa circa 35,3 chilogrammi senza carico e può raggiungere un peso massimo al decollo di 37,7 chilogrammi. Il pacco non può superare le 5 libbre, pari a circa 2,27 chilogrammi.
Il velivolo a pieno carico pesa quindi circa 16,6 volte più del pacco che trasporta. È un rapporto elevato, ma molto lontano dalle 70 volte indicate in alcune ricostruzioni online.
Il MK30 può raggiungere una velocità massima di circa 117 chilometri orari e dispone di un raggio operativo massimo di 7,5 miglia, poco più di 12 chilometri, dal centro di partenza.
Amazon dichiara inoltre che il rumore percepito sia stato ridotto di quasi la metà rispetto ai suoi droni precedenti e che il MK30 possa operare anche in condizioni di pioggia leggera. Si tratta di caratteristiche dichiarate dall’azienda, non di una garanzia che il servizio possa funzionare con qualsiasi condizione meteorologica.
Come avviene una consegna con Amazon Prime Air
Il servizio non è disponibile per tutti gli ordini e nemmeno per tutte le abitazioni comprese nel raggio operativo.
Quando un cliente acquista un prodotto compatibile, l’app di Amazon verifica diversi elementi:
- il peso e le dimensioni del pacco;
- la posizione dell’indirizzo;
- la presenza di un punto di rilascio idoneo;
- le condizioni meteorologiche previste;
- la disponibilità operativa dei droni.
Amazon afferma che più di 60.000 prodotti possono essere consegnati attraverso Prime Air nelle aree abilitate. Il cliente può scegliere nell’app il punto nel quale desidera ricevere il pacco, per esempio una parte del vialetto o del giardino.
Nelle prime sperimentazioni era necessario posizionare a terra un codice QR. Oggi Amazon utilizza mappe digitali e immagini aeree per identificare le zone libere da alberi, edifici, piscine e altri ostacoli. Il sistema verifica poi nuovamente l’area durante la discesa.
Il MK30 vola normalmente a una quota compresa tra circa 55 e 115 metri. Arrivato vicino alla destinazione, rallenta, passa al volo verticale e scende fino a circa quattro metri dal terreno. A quel punto apre il vano inferiore e lascia cadere il pacco.
Il drone non atterra nel giardino del cliente. Dopo il rilascio torna in quota e rientra nel centro Amazon seguendo una rotta predefinita.
Se il sistema rileva persone, animali o ostacoli troppo vicini, può annullare la consegna. In caso di anomalia più seria può effettuare una “Safe Contingent Landing”, cioè un atterraggio di sicurezza in un punto individuato dai sensori.
Sulla carta il processo è progettato per gestire guasti e imprevisti. Alcuni avvenimenti recenti hanno però mostrato quanto sia difficile trasformare queste procedure in un sistema infallibile.
Gli incidenti che hanno messo alla prova Prime Air
Nel dicembre 2024 due MK30 si schiantarono durante voli di prova nel sito Amazon di Pendleton, in Oregon.
Secondo le ricostruzioni basate sull’indagine del National Transportation Safety Board, i sensori utilizzati per stimare l’altitudine interpretarono erroneamente alcune letture durante una pioggia leggera. Il software concluse che i droni fossero già a terra e spense i motori mentre si trovavano ancora in volo.
Amazon sospese temporaneamente le consegne commerciali in Texas e Arizona per introdurre modifiche al software, ottenendo successivamente l’autorizzazione della FAA a riprendere le operazioni.
Un incidente più visibile avvenne il 1° ottobre 2025 a Tolleson, in Arizona. Due droni MK30, a pochi minuti di distanza, colpirono la stessa gru mobile presente vicino al percorso di volo. Uno degli impatti provocò un incendio della batteria. Non ci furono feriti, ma entrambi i velivoli subirono danni rilevanti e il caso fu esaminato dalla FAA e dal NTSB.
Il 18 novembre 2025, dopo avere completato una consegna a Waco, in Texas, un altro MK30 urtò e tranciò un sottile cavo internet sospeso. Il drone effettuò poi un atterraggio di sicurezza. Non ci furono feriti né interruzioni estese della connessione, ma la FAA aprì un’indagine sull’episodio.
Il 4 febbraio 2026, a Richardson, nell’area di Dallas, un MK30 colpì la facciata di un condominio e cadde sul marciapiede. Dal drone uscì del fumo, ma i vigili del fuoco riferirono che non si sviluppò un incendio. L’edificio riportò danni limitati e nessuna persona rimase ferita. Amazon dichiarò di avere avviato un’indagine sulle cause.
Questi episodi non dimostrano automaticamente che l’intero sistema sia insicuro. Amazon sostiene di avere effettuato più di 70.000 voli e ha riferito che il sistema di rilevamento avrebbe evitato due possibili collisioni con aeromobili pilotati.
Il dato dei 70.000 riguarda però i voli complessivi dichiarati dall’azienda, non necessariamente 70.000 consegne effettuate a clienti.
Gli incidenti mostrano comunque che il problema non è soltanto far volare il drone. È necessario riconoscere ostacoli sottili, individuare lavori temporanei, reagire correttamente alla pioggia e gestire quartieri nei quali lo scenario cambia continuamente.
Il limite quotidiano: non tutte le case possono ricevere un drone
Prime Air si adatta soprattutto alle abitazioni suburbane con un vialetto, un cortile o un giardino sufficientemente ampio e libero.
La situazione diventa più complicata per:
- appartamenti ai piani superiori;
- condomini privi di spazi esterni adatti;
- centri storici;
- vie strette;
- edifici circondati da alberi;
- aree con molti cavi sospesi;
- indirizzi vicini a infrastrutture sensibili o spazi aerei limitati.
Amazon può definire punti di consegna comuni per alcuni complessi residenziali, ma non esiste ancora una soluzione universale che permetta di servire qualsiasi edificio.
Anche l’accettazione da parte dei residenti rimane un fattore importante. Nel 2026 alcune comunità del Michigan hanno segnalato alle autorità locali preoccupazioni legate alla frequenza dei sorvoli, al rumore e alla privacy.
Il drone può quindi essere tecnicamente in grado di raggiungere un quartiere senza che gli abitanti considerino desiderabile vederlo passare più volte al giorno sopra le proprie abitazioni.
In Italia il progetto non è soltanto in ritardo: è stato fermato
Nell’ottobre 2023 Amazon annunciò che Prime Air sarebbe arrivato anche in Italia, inizialmente entro la fine del 2024.
Nel dicembre 2024 l’azienda effettuò un primo test con il MK30 a San Salvo, in Abruzzo, con il coinvolgimento di ENAC ed ENAV. Nel corso del 2025 le autorità italiane continuarono a collaborare con Amazon attraverso attività di verifica e sperimentazione.
Il servizio commerciale, tuttavia, non partì.
Nel dicembre 2025 Amazon comunicò di avere deciso di non proseguire con il lancio di Prime Air in Italia, dopo una revisione strategica. L’azienda indicò come motivazione il contesto commerciale e regolamentare complessivo, pur riconoscendo la collaborazione positiva con le autorità aeronautiche italiane.
Non è quindi corretto affermare semplicemente che Prime Air “non è ancora arrivato”. Al momento il progetto commerciale italiano è stato accantonato.
Le regole europee distinguono le operazioni con droni nelle categorie “open”, “specific” e “certified”, in base al rischio. Un servizio autonomo oltre la linea visiva, con velivoli pesanti e voli in aree abitate, richiede valutazioni e autorizzazioni molto più complesse rispetto all’utilizzo di un normale drone ricreativo.
Questo non significa però che siano state soltanto le regole europee a bloccare il progetto. Amazon ha preso una decisione commerciale più ampia, nonostante i progressi compiuti con ENAC.
I droni sono davvero più ecologici dei furgoni?
Il MK30 è elettrico e non produce emissioni allo scarico durante il volo. Questo non significa automaticamente che ogni sua consegna sia più sostenibile di quella effettuata da un furgone.
Il risultato dipende da diversi fattori:
- la fonte dell’elettricità utilizzata per ricaricare le batterie;
- la distanza tra il centro e il cliente;
- il peso del pacco;
- il vento e le condizioni atmosferiche;
- l’energia necessaria per mantenere in volo il drone;
- il numero di pacchi trasportati dal mezzo confrontato;
- la necessità di realizzare numerosi centri di partenza vicini alle abitazioni.
Alcune ricerche hanno rilevato consumi ed emissioni inferiori per la consegna di pacchi molto piccoli tramite droni. Altri studi mostrano invece che, nelle aree urbane dense, un furgone capace di consegnare molti pacchi lungo un percorso ottimizzato può richiedere meno energia per singola consegna.
I droni sembrano offrire i vantaggi maggiori per prodotti piccoli e urgenti, in aree poco dense o lontane dal deposito. Non sono necessariamente la soluzione migliore per sostituire un intero giro di consegne cittadino.
Inoltre, gran parte degli studi disponibili riguarda droni più piccoli o modelli teorici. Mancano ancora dati indipendenti sufficienti per valutare l’impatto ambientale del MK30 nell’intero ciclo operativo.
Prime Air ha davvero superato la fase sperimentale?
Prime Air non è più soltanto un video promozionale. È un servizio commerciale reale, con certificazioni aeronautiche, decine di migliaia di voli dichiarati e una rete statunitense in espansione.
Amazon punta a rendere il servizio accessibile a decine di milioni di clienti negli Stati Uniti. Nei documenti ambientali presentati alla FAA, l’azienda prevede per alcuni futuri centri una capacità massima fino a 1.000 voli al giorno.
Si tratta però di capacità progettuale e autorizzativa, non della dimostrazione che ogni centro stia già realizzando quel numero di consegne.
Prime Air appare oggi più credibile come complemento alla logistica tradizionale che come sostituto universale del furgone.
Può essere utile per consegnare rapidamente medicinali, piccoli dispositivi elettronici, prodotti urgenti o oggetti dimenticati. È molto meno adatto ai pacchi pesanti, agli edifici complessi e ai quartieri nei quali rumore, privacy e sicurezza rendono i voli difficili da accettare.
La tecnologia per portare un pacco dal magazzino al giardino esiste già. La sfida, adesso, è dimostrare che possa diventare un servizio affidabile, economicamente sensato e accettato dalle persone che vivono sotto le sue rotte.
Domande frequenti su Amazon Prime Air
Amazon Prime Air è disponibile in Italia?
No. Amazon aveva sperimentato il servizio a San Salvo, in Abruzzo, ma nel dicembre 2025 ha comunicato di non voler proseguire con il lancio commerciale in Italia.
Quanto peso può trasportare il drone di Amazon?
Il MK30 può trasportare pacchi fino a 5 libbre, pari a circa 2,27 chilogrammi.
Quanto tempo impiega per effettuare una consegna?
Nelle aree coperte Amazon presenta Prime Air come un servizio capace di completare la consegna entro 60 minuti dall’ordine.
Il drone atterra nel giardino del cliente?
No. Il MK30 rimane sospeso a circa quattro metri dal terreno, apre il vano inferiore e lascia cadere il pacco nel punto di consegna selezionato.
I droni Amazon volano quando piove?
Amazon dichiara che il MK30 può operare con pioggia leggera. Il servizio viene comunque sospeso quando le condizioni meteorologiche non rientrano nei parametri previsti.
Prime Air è più ecologico di una consegna tradizionale?
Dipende dal peso del pacco, dalla distanza, dall’energia utilizzata e dal mezzo con cui viene confrontato. Può essere più efficiente per piccoli pacchi e tragitti specifici, ma non necessariamente nelle consegne urbane con molti indirizzi.




