C’è chi durante un prelievo guarda tranquillamente la provetta riempirsi. E poi c’è chi, appena vede comparire l’ago, scopre improvvisamente un interesse irresistibile per la parete dall’altra parte della stanza.
La paura degli aghi è molto più comune di quanto possa sembrare. Una revisione sistematica della letteratura ha trovato percentuali comprese tra il 20 e il 30% nei giovani adulti, con valori ancora più elevati tra adolescenti e bambini.
Nel 2015 su InnovativaMENTE raccontammo un dispositivo che sembrava pensato proprio per queste persone.
Si chiamava HemoLink.
Era piccolo, si applicava al braccio e prometteva di raccogliere un campione di sangue evitando la classica venipuntura, cioè l’ago inserito nella vena.
Sembrava uno di quei prodotti destinati a farci scrivere, pochi anni dopo:
“Ricordate quando per fare un esame del sangue dovevamo andare in laboratorio?”
Sono passati più di dieci anni, il prelievo venoso è ancora qui.
HemoLink, con quel nome, è invece scomparso dall’attuale catalogo dell’azienda. Ma questa volta la storia non finisce con un prototipo dimenticato: oggi Tasso commercializza dispositivi come Tasso+ e Tasso Mini, nati dalla stessa idea di rendere la raccolta del sangue più semplice e decentralizzata.
HemoLink voleva togliere dal prelievo la parte che spaventa di più
Nel 2015 Tasso descriveva HemoLink come un piccolo dispositivo destinato a semplificare la raccolta del sangue e ridurre la dipendenza dalla venipuntura tradizionale.
Il progetto aveva attirato anche finanziamenti importanti. Nell’aprile di quell’anno Tasso annunciò un’estensione da 2,9 milioni di dollari di un contratto DARPA sviluppato insieme a GenTegra, con l’obiettivo non solo di raccogliere il campione, ma anche di conservarlo durante il trasporto senza una tradizionale catena del freddo. Il comunicato originale di Tasso è ancora consultabile online.
L’idea cercava quindi di risolvere due problemi contemporaneamente.
Il primo era evidente: evitare il classico ago inserito nella vena.
Il secondo era meno spettacolare, ma forse ancora più interessante: permettere di raccogliere piccoli campioni anche lontano da un centro prelievi e farli arrivare successivamente a un laboratorio.
Casa, studi clinici decentralizzati, aree rurali, persone che devono fornire campioni frequentemente.
HemoLink non voleva soltanto rendere il prelievo meno sgradevole.
Voleva spostare una parte del processo diagnostico verso il paziente.
Però “senza aghi” è una definizione troppo comoda

Qui vale la pena correggere una semplificazione che accompagnava spesso questi dispositivi, compreso il nostro vecchio articolo.
Dire semplicemente “prelievo senza aghi” può far immaginare che il sangue attraversi magicamente la pelle intatta.
Non funziona così.
Nei dispositivi Tasso attuali, quando si preme il pulsante, una piccola lancetta perfora superficialmente la pelle. Contemporaneamente viene creato un leggero vuoto che favorisce la fuoriuscita del sangue dai capillari e la sua raccolta nel contenitore. La stessa Tasso lo spiega chiaramente nelle proprie FAQ.
Anche la FDA è molto esplicita: Tasso+ è classificato come blood lancet, una lancetta per la raccolta di sangue capillare. La clearance 510(k) è stata concessa nell’agosto 2022.
Quindi il modo più corretto di dirlo è:
niente venipuntura tradizionale, non niente perforazione della pelle.
Può sembrare una distinzione da poco. Per chi prova ansia soprattutto davanti alla siringa e all’ago che entra in una vena, però, potrebbe fare una grande differenza.
HemoLink è scomparso. Tasso no.
Ed è qui che la vecchia storia diventa interessante.
HemoLink non compare più tra i prodotti attuali dell’azienda. Tasso oggi propone soprattutto Tasso+ e Tasso Mini, dispositivi progettati per raccogliere piccoli campioni di sangue capillare dal braccio.
È quindi più corretto considerare HemoLink come una tappa iniziale di un percorso tecnologico, piuttosto che come il prodotto arrivato tale e quale sul mercato.
Tasso+ viene applicato sulla pelle e attivato attraverso un pulsante. La lancetta crea una piccola incisione e il sistema favorisce la raccolta del sangue in una provetta compatibile.
Secondo le specifiche dell’azienda, il volume medio raccolto da Tasso+ varia indicativamente tra 200 e 600 microlitri, a seconda del contenitore utilizzato.
Non sono i volumi che possiamo ottenere con una serie di provette durante un normale prelievo venoso.
Ed è proprio qui che iniziano i limiti.
Il futuro non è “fare qualsiasi analisi dal divano”
Nel vecchio articolo era facile lasciarsi trascinare dall’idea che un piccolo dispositivo potesse sostituire gran parte degli esami del sangue.
Oggi possiamo essere più precisi.
Raccogliere il sangue e analizzarlo sono due problemi diversi.
Un dispositivo può ottenere un campione valido, ma il test che verrà eseguito deve essere adatto a quel tipo di sangue, a quel volume, al contenitore utilizzato e alle condizioni nelle quali il campione viene conservato e trasportato.
Non basta quindi raccogliere qualche goccia e decidere autonomamente quale analisi effettuare.
La ricerca, però, dimostra che il principio può funzionare molto bene quando viene validato per uno scopo preciso.
In uno studio pubblicato su PLOS ONE nel 2021, per esempio, l’autoprelievo con Tasso-SST mostrò un alto tasso di successo e un’eccellente concordanza con il sangue venoso nella ricerca degli anticorpi IgG contro SARS-CoV-2. Lo studio era peer-reviewed, ma includeva anche autori collegati a Tasso e finanziamenti dell’azienda: un dettaglio importante da tenere presente quando si interpretano i risultati. Lo studio completo è disponibile su PLOS ONE.
Un lavoro pubblicato nel 2024 ha valutato Tasso+ anche per il monitoraggio del citomegalovirus nei pazienti sottoposti a trapianto. Quando il virus era rilevabile, i valori quantitativi mostravano una forte correlazione con quelli ottenuti tramite prelievo venoso e la maggior parte dei partecipanti che rispose al questionario dichiarò di preferire il nuovo sistema. Il campione capillare mostrava però una sensibilità inferiore alle basse cariche virali. Lo studio è consultabile su PubMed.
Ed è proprio questo il punto, non basta chiedersi:
“Funziona?”
Bisogna chiedere:
“Funziona abbastanza bene per questo specifico esame?”
Ma fa davvero meno male?
È probabilmente la domanda che interessa di più a chi è arrivato fin qui pensando al prossimo esame del sangue.
Tasso descrive i propri sistemi come virtually painless, praticamente indolori.
È un claim aziendale e, preso da solo, non sarebbe sufficiente.
Negli ultimi anni sono però comparsi diversi studi peer-reviewed sull’esperienza degli utilizzatori e sulla fattibilità della raccolta capillare dal braccio. Uno studio del 2024, per esempio, ha descritto l’autoprelievo con Tasso-SST come sicuro, ben accettato e caratterizzato da livelli di dolore generalmente bassi nella popolazione analizzata.
Questo non significa che nessuno senta nulla, la pelle viene comunque perforata.
Ma c’è una differenza importante tra dire:
“non esiste alcun ago”
e dire:
“possiamo raccogliere alcuni campioni evitando la tradizionale venipuntura e, in determinate situazioni, con un’esperienza meglio tollerata”.
La seconda frase è meno spettacolare.
Ed è proprio per questo molto più credibile.
Nel frattempo la promessa è arrivata molto più lontano del prototipo
Nel 2015 HemoLink era soprattutto una storia da startup.
Oggi Tasso+ ha una clearance FDA di classe II ed è marcato CE; anche Tasso Mini ha ottenuto diverse autorizzazioni regolatorie. Nel luglio 2025 l’azienda ha annunciato ulteriori approvazioni che ne consentono la vendita anche in Italia e Spagna.
Questo non significa che domani potremo entrare in qualsiasi farmacia italiana, comprare un dispositivo e utilizzarlo liberamente per qualunque analisi.
Significa qualcosa di più concreto: quella tecnologia non è più confinata al laboratorio universitario o a una presentazione per investitori.
Nell’ottobre 2025 Tasso dichiarava di aver superato i due milioni di dispositivi venduti. È un dato comunicato dalla società, quindi non ci dice da solo quanti siano stati effettivamente utilizzati né in quali specifiche applicazioni, ma mostra quanto il progetto sia cresciuto rispetto ai primi HemoLink.
Dalle analisi domestiche alle Olimpiadi
C’è un’applicazione particolarmente curiosa che mostra quanto il concetto sia cambiato rispetto al prototipo del 2015: l’antidoping.
Secondo Tasso e InnoVero, i loro sistemi di raccolta capillare sono entrati nel settore antidoping nel 2022, sono stati utilizzati durante le Olimpiadi di Parigi 2024 e sono stati scelti nuovamente per i Giochi Olimpici Invernali 2026. Le due aziende dichiarano inoltre che la soluzione è stata adottata da oltre 30 organizzazioni nazionali antidoping e altri operatori del settore.
È importante, però, non trasformare neppure questo risultato in una promessa più grande di quella reale.
L’antidoping non ha semplicemente buttato via le provette e sostituito ogni prelievo venoso con Tasso.
Il dispositivo rappresenta un ulteriore metodo di raccolta utilizzabile per specifiche esigenze, affiancando procedure già esistenti.
Ed è quasi la dimostrazione perfetta della strada seguita da questa tecnologia.
Non sostituire tutto.
Trovare i casi nei quali può fare qualcosa meglio o più comodamente.
La parte più interessante potrebbe essere quella che non vediamo
Quando pensiamo al prelievo domestico, immaginiamo immediatamente la comodità.
Niente sala d’attesa, niente viaggio verso il laboratorio, niente ricerca della vena.
Ma ci sono situazioni nelle quali il vantaggio potrebbe essere più importante.
Pensiamo a uno studio clinico nel quale una persona deve fornire numerosi campioni nel corso di settimane o mesi. Oppure a pazienti che devono essere monitorati frequentemente o a persone che vivono lontano dai grandi centri sanitari.
In questi casi cambiare il modo in cui viene raccolto il sangue non significa semplicemente rendere l’esperienza più piacevole.
Può cambiare dove è possibile raccogliere i dati.
È una logica simile a quella che abbiamo visto raccontando la capsula sperimentale progettata per osservare l’esofago senza una gastroscopia tradizionale: le tecnologie mediche più interessanti non eliminano necessariamente gli strumenti esistenti. A volte rendono possibile fare alcune cose in modo meno invasivo o in situazioni nelle quali la procedura tradizionale è poco pratica.
Quindi possiamo dire addio al normale prelievo?
No.
E probabilmente sarebbe sbagliato aspettarselo.
Una normale raccolta di sangue venoso continua a offrire quantità di campione maggiori ed è utilizzata per moltissime analisi. Un piccolo campione capillare non può essere considerato automaticamente equivalente in qualsiasi situazione.
È possibile quindi che il futuro non sia:
prelievo tradizionale oppure Tasso.
Potrebbe essere qualcosa di molto meno spettacolare:
prelievo tradizionale quando serve, raccolta capillare semplificata quando è sufficiente.
Ed è forse una trasformazione meno adatta a un titolo sensazionalistico.
Ma molto più realistica.
Nel 2015 avevamo fatto la domanda sbagliata
Guardando HemoLink era naturale chiedersi:
“Questo dispositivo sostituirà gli aghi?”
Oggi quella domanda sembra quasi ingenua.
Il punto non è eliminare qualsiasi ago dalla medicina ècapire quante volte possiamo evitare di utilizzare un ago inserito nella vena quando per quello specifico esame non è necessario.
HemoLink, con quel nome e quella forma, non è diventato il nuovo standard mondiale dei prelievi, ma l’idea che rappresentava non è scomparsa.
Si è trasformata in nuovi dispositivi, ha ottenuto autorizzazioni regolatorie, è entrata in studi clinici e in applicazioni reali e continua a essere valutata per nuovi utilizzi.
Quindi, se nel 2015 ci avessero chiesto:
“Tra dieci anni faremo tutti gli esami del sangue senza aghi?”
la risposta sarebbe stata no, ma se la domanda fosse stata:
“Tra dieci anni alcune persone potranno raccogliere un piccolo campione di sangue dal braccio, con una lancetta nascosta all’interno di un dispositivo e senza il classico prelievo venoso?”
oggi la risposta sarebbe molto diversa.
Quel futuro, almeno in parte, è già arrivato.
E per chi continua a guardare ostinatamente la parete ogni volta che compare una siringa, non è una cattiva notizia.
Tu preferiresti provare un dispositivo di questo tipo oppure, per un esame importante, continueresti a scegliere il classico prelievo in laboratorio?
Questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative e non sostituisce il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico.





L’idea sembra interessante anche se non ho ben capito come sia possibile che il sangue esca dal corpo senza l’aiuto di un ago. Mi informerò.
Troppo Bello , a me servirebbe x test di glicemia ( diabete)
Grazie per il tuo commento, speriamo che questi dispositivi siano presto disponibili per tutti