Hai comprato un elettrodomestico smart. Ma nessuno ti ha detto quando smetterà di essere smart

Gli elettrodomestici smart possono durare oltre dieci anni, ma il loro software? Tra aggiornamenti, sicurezza, servizi cloud e Cyber Resilience Act, ecco cosa controllare prima di acquistare un dispositivo connesso.

Quando compriamo un frigorifero controlliamo capienza, consumi, rumorosità, classe energetica e magari se riesce a riconoscere quello che mettiamo sui ripiani. Per una lavatrice guardiamo programmi, carico, consumi e funzioni automatiche.

Quasi nessuno, invece, fa una domanda molto meno affascinante:

fino a quando riceverà aggiornamenti software?

Eppure potrebbe essere una delle specifiche più importanti di tutte.

Un grande elettrodomestico può restare in casa per molti anni. Secondo una ricerca di Consumer Reports, i consumatori americani si aspettano in media circa 12 anni di vita da un grande elettrodomestico.

Il problema è che oggi dentro quella macchina progettata per durare a lungo ci sono anche software, app, account cloud, moduli Wi-Fi, sistemi operativi, assistenti vocali e sempre più spesso funzioni basate sull’intelligenza artificiale.

La domanda, quindi, non è più soltanto:

quanto durerà il frigorifero?

È anche:

quanto durerà la parte smart del frigorifero?

Ed è una domanda alla quale, sorprendentemente, non è sempre facile trovare risposta.

Il paradosso: hardware da dieci anni, software da smartphone

Il problema nasce da un matrimonio un po’ strano.

Da una parte abbiamo compressori, motori, resistenze e cestelli progettati per funzionare per anni. Dall’altra processori, software e servizi online che appartengono a un mondo tecnologico dove pochi anni possono sembrare un’era geologica.

Il frigorifero, però, non cambia processore ogni due anni.

Quando una nuova funzione richiede più memoria, un chip differente, nuovi sensori oppure un servizio cloud non previsto quando il prodotto è stato progettato, può diventare difficile — o economicamente poco interessante — portarla sui modelli precedenti.

Fin qui nulla di scandaloso. Nessuno può pretendere che un elettrodomestico acquistato dieci anni fa riceva per sempre ogni nuova funzione inventata nel frattempo.

Il vero problema nasce quando il consumatore non sa quale sia il confine tra la vita dell’elettrodomestico e quella del suo software.

E soprattutto quando smettono di arrivare non le funzioni più recenti, ma gli aggiornamenti di sicurezza.

La questione diventerà ancora più importante man mano che la smart home smetterà di limitarsi a eseguire comandi. Sistemi come Xiaomi Miloco mostrano già una casa che prova a interpretare il contesto, ricordare abitudini e prendere decisioni. Più intelligenza affidiamo alla casa, più diventa importante sapere per quanto tempo il software che la governa verrà mantenuto.

La durata del supporto? Spesso bisogna cercarla con il lanternino

Infografica Pinterest di InnovativaMENTE con la mascotte cavernicola davanti a un frigorifero smart con errori di aggiornamento software e testo esplicativo sull'obsolescenza.
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Nel 2024 Consumer Reports analizzò le politiche di 19 grandi marchi che producevano elettrodomestici smart.

Solo tre indicavano chiaramente per quanto tempo avrebbero continuato a fornire aggiornamenti software: Fisher & Paykel, GE Appliances e Vissani.

Gli altri dichiaravano genericamente di fornire aggiornamenti, non ne specificavano la durata oppure non offrivano informazioni abbastanza chiare.

Non è un problema limitato agli elettrodomestici.

Sempre nel 2024 la Federal Trade Commission statunitense esaminò 184 prodotti smart di categorie differenti. Soltanto 21 indicavano sulla pagina del prodotto la durata del supporto software o una data di fine degli aggiornamenti.

Quasi l’89% non dava quell’informazione direttamente nel posto in cui un consumatore avrebbe ragionevolmente potuto cercarla.

È un paradosso notevole.

Sappiamo quanti litri contiene un frigorifero, quanti decibel produce, quanto consuma in un anno e a volte persino quante bottiglie entrano in uno specifico ripiano.

Per sapere fino a quando resterà aggiornato il computer che abbiamo infilato dentro, invece, può servire un’indagine.

Samsung dimostra che un frigorifero vecchio di cinque anni non deve diventare stupido

Sarebbe però troppo semplice trasformare tutto questo nell’ennesimo processo alla tecnologia connessa.

L’obsolescenza software esiste, ma non è inevitabile.

Il 7 settembre 2026, Samsung ha annunciato un importante aggiornamento software per alcuni frigoriferi e apparecchi dedicati al bucato già presenti nelle case.

L’aggiornamento a Tizen OS 10 porterà nuove funzioni anche su modelli precedenti. In particolare, i Family Hub con videocamera e AI Vision commercializzati tra il 2021 e il 2025 riceveranno una versione aggiornata di AI Vision basata su Google Gemini, capace di riconoscere una gamma molto più ampia di alimenti freschi e confezionati.

Un frigorifero del 2021 può quindi acquisire nel 2026 capacità AI che quando è stato acquistato semplicemente non esistevano.

Questa è forse una delle caratteristiche più interessanti degli elettrodomestici connessi quando il software viene gestito bene: il prodotto non deve necessariamente rimanere congelato al giorno dell’acquisto.

Nel 2025 Samsung aveva già fatto un’altra scelta significativa, annunciando fino a sette anni di aggiornamenti software per gli elettrodomestici Wi-Fi compatibili a partire dai modelli lanciati nel 2024.

C’è però una nota importante.

Sette anni di aggiornamenti non significano sette anni durante i quali ogni modello riceverà qualsiasi funzione inventata nel frattempo. La stessa Samsung specifica che memoria, capacità del chip e altre limitazioni hardware possono impedire l’implementazione di determinati aggiornamenti.

Ed è perfettamente comprensibile.

La differenza è un’altra:

il consumatore conosce almeno l’orizzonte del supporto.

Nuove funzioni e patch di sicurezza non sono la stessa cosa

Questa distinzione è fondamentale.

Se fra tre anni il nostro frigorifero non riceverà l’ultima funzione AI capace di riconoscere una confezione di mozzarella, probabilmente riusciremo a dormire comunque.

Se smetterà di ricevere patch per vulnerabilità sfruttabili attraverso la rete, la questione cambia.

Gli aggiornamenti funzionali aggiungono servizi, interfacce e capacità.

Gli aggiornamenti di sicurezza correggono problemi che potrebbero consentire a qualcuno di compromettere il dispositivo o sfruttarlo come punto debole della rete domestica.

Nessuna normativa può ragionevolmente pretendere che un produttore trasformi per sempre un vecchio prodotto nel modello nuovo.

Ma un prodotto connesso ancora utilizzato non dovrebbe diventare silenziosamente un dispositivo non più protetto.

È un problema che abbiamo già incontrato anche parlando delle serrature con impronta digitale: quando un oggetto tradizionalmente semplice incorpora sensori, software, connessioni wireless e biometria, la sua sicurezza non dipende più soltanto dalla qualità della parte meccanica.

Quando l’elettrodomestico diventa uno “zombie”

Un frigorifero senza le ultime funzioni AI rimane pur sempre un frigorifero.

Un dispositivo connesso senza più aggiornamenti di sicurezza, invece, può diventare qualcosa di meno simpatico.

Le vulnerabilità software non smettono di essere scoperte quando termina il supporto del produttore.

Smettono semplicemente di essere corrette.

Consumer Reports ha evidenziato proprio questo rischio: un grande elettrodomestico può continuare a funzionare per molti anni dopo la fine degli aggiornamenti, rimanendo nel frattempo collegato alla stessa rete Wi-Fi su cui transitano computer, smartphone, videocamere e altri dispositivi.

Un apparecchio vulnerabile può diventare un punto d’ingresso oppure essere utilizzato insieme ad altri dispositivi compromessi all’interno di una botnet.

Non significa che ogni lavatrice non aggiornata diventerà automaticamente un’arma informatica. Sarebbe allarmismo.

Significa però che un dispositivo connesso non supportato aumenta inutilmente la superficie di attacco della casa.

La storia di Knocki, il dispositivo che trasforma una superficie in un telecomando, racconta bene quanto sia diventata complessa anche la smart home apparentemente più semplice: dietro un gesto possono esserci sensore, Wi-Fi, applicazione, server cloud, integrazione e dispositivo finale.

L’interruttore tradizionale conserva almeno un vantaggio.

Quando lo premi, raramente deve autenticarsi su Internet.

I test sui dispositivi IoT raccontano un problema reale

Nel 2025 l’Istituto nazionale di test per la cibersicurezza svizzero ha analizzato un campione di dispositivi connessi disponibili sul mercato.

Non erano soltanto elettrodomestici: il campione comprendeva, tra gli altri, smartwatch per bambini, baby monitor, sistemi di allarme, router Wi-Fi e prese intelligenti. E lo stesso istituto precisa che il campione non è rappresentativo dell’intero mercato.

I risultati meritano comunque attenzione.

Sono emerse password predefinite insicure, crittografia assente o insufficiente nella trasmissione dei dati e meccanismi di aggiornamento software carenti o completamente assenti.

Problemi riscontrati non soltanto nei prodotti economici di importazione, ma anche in dispositivi di marchi affermati.

È un dettaglio importante perché evita una scorciatoia rassicurante:

pagare di più non garantisce automaticamente un supporto software migliore.

Il Cyber Resilience Act cambia le regole del gioco

L’Europa ha iniziato a mettere ordine nel problema attraverso il Cyber Resilience Act, il regolamento che introduce requisiti comuni di cybersecurity per i prodotti con elementi digitali.

Il CRA è entrato in vigore il 10 dicembre 2024, ma l’applicazione è progressiva.

Gli obblighi di segnalazione delle vulnerabilità attivamente sfruttate e degli incidenti gravi entrano in applicazione dall’11 settembre 2026.

Le principali disposizioni del regolamento diventeranno invece pienamente applicabili dall’11 dicembre 2027.

Per il mondo degli elettrodomestici connessi, però, il punto più interessante è un altro.

Il testo del regolamento europeo stabilisce che il produttore debba determinare un periodo di supporto che rifletta quanto a lungo ci si aspetta ragionevolmente che il prodotto venga utilizzato, tenendo conto anche delle aspettative degli utenti e della natura del prodotto.

Come regola generale, il periodo di assistenza deve essere almeno di cinque anni, salvo prodotti che abbiano una vita prevista inferiore.

Il regolamento chiarisce inoltre che, quando è ragionevole aspettarsi un utilizzo superiore ai cinque anni, anche il periodo di supporto dovrebbe riflettere questa maggiore durata.

Ed è qui che la questione diventa davvero interessante.

Cinque anni possono sembrare molti per alcuni prodotti digitali. Per un frigorifero, molto meno.

Se compriamo un elettrodomestico aspettandoci di tenerlo dieci o dodici anni, diventa legittimo chiedersi perché la sua vita digitale dovrebbe essere significativamente più breve.

Cosa succede dall’11 settembre 2026

Una parte concreta del Cyber Resilience Act entra in applicazione proprio nel settembre 2026.

A partire dall’11 settembre, i produttori interessati dovranno segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti gravi che riguardano la sicurezza dei prodotti con elementi digitali.

Secondo le indicazioni della Commissione europea, è prevista una prima segnalazione entro 24 ore dal momento in cui il produttore viene a conoscenza del problema e una notifica principale entro 72 ore.

Le segnalazioni passeranno attraverso la piattaforma europea prevista dal CRA e coinvolgeranno i CSIRT nazionali ed ENISA.

Non significa che dall’11 settembre tutti i vecchi frigoriferi europei diventeranno improvvisamente sicuri.

Significa qualcosa di più concreto: la gestione delle vulnerabilità sta smettendo di essere soltanto una buona pratica e sta diventando una responsabilità regolamentata.

Prima di comprare un elettrodomestico smart, controlla queste cinque cose

La classe energetica resta importante.

Ma accanto all’etichetta forse dovremmo iniziare a fare qualche domanda in più.

1. Per quanti anni sono garantiti gli aggiornamenti di sicurezza?

Non chiedere genericamente se “il prodotto riceve aggiornamenti”.

Chiedi per quanto tempo.

Una politica che dice “forniamo periodicamente aggiornamenti” non equivale a:

“garantiamo aggiornamenti fino al 2033”.

2. Da quando parte il conteggio?

Dalla data di lancio del modello?

Dalla produzione?

Dall’acquisto?

La differenza può essere significativa, soprattutto quando compriamo un modello che è già sul mercato da qualche anno.

3. Il prodotto continua a funzionare senza cloud?

Questa è forse la domanda più sottovalutata.

Un elettrodomestico smart dovrebbe essere prima di tutto un buon elettrodomestico.

Chiediti quindi cosa succederebbe se domani sparissero l’applicazione, il servizio cloud o alcune funzioni online.

Il frigorifero continuerebbe a raffreddare normalmente?

La lavatrice permetterebbe di utilizzare i programmi principali dal pannello fisico?

Più una funzione essenziale dipende da server esterni, maggiore è il rischio di trovarsi in futuro con un prodotto tecnicamente funzionante ma digitalmente menomato.

4. Gli aggiornamenti arrivano automaticamente?

Per la sicurezza è preferibile un sistema capace di ricevere patch senza richiedere procedure complicate all’utente.

Il miglior aggiornamento del mondo serve a poco se rimane per cinque anni in attesa che qualcuno apra un menu nascosto dell’app.

5. La funzione smart vale davvero il prezzo?

Il Wi-Fi non rende automaticamente migliore un elettrodomestico.

Le notifiche di fine lavaggio possono essere comode. Il monitoraggio dei consumi può essere utile. Una videocamera nel frigorifero può risolvere un problema concreto per qualcuno.

Ma la parola AI sulla confezione non dovrebbe trasformare una funzione marginale in un motivo sufficiente per spendere centinaia di euro in più.

La domanda più semplice rimane spesso la migliore:

se domani togliessi Internet, comprerei comunque questo elettrodomestico?

Politiche di aggiornamento: alcuni esempi concreti

Le politiche possono cambiare nel tempo e variare tra prodotti, modelli e mercati. Questa non è quindi una classifica definitiva, ma una fotografia basata sulle informazioni pubblicamente disponibili.

Marchio / riferimentoDurata dichiarataNote
SamsungFino a 7 anni dal lancioPer elettrodomestici Wi-Fi compatibili a partire dai modelli lanciati nel 2024; possibili limitazioni hardware
GE Appliances5 anni dal lancio oppure 2 anni dall’acquisto, scegliendo il periodo più lungoPolitica rilevata da Consumer Reports nel 2024
Fisher & Paykel5 anni dal lancio oppure 2 anni dall’acquisto, scegliendo il periodo più lungoPolitica rilevata da Consumer Reports nel 2024
Cyber Resilience Act UEIn generale almeno 5 anniIl periodo deve riflettere la durata d’uso prevista; se il prodotto è destinato a essere utilizzato più a lungo, il supporto deve tenerne conto

La cosa più importante non è decretare oggi quale produttore sia il migliore.

Le politiche evolvono.

Samsung stessa dimostra che una strategia può cambiare e che aggiornare modelli già venduti è tecnicamente possibile in molti casi.

Il punto è un altro:

la durata del supporto dovrebbe diventare un’informazione normale quanto conoscere la garanzia o la classe energetica.

Hai già comprato l’elettrodomestico? Chiedilo al produttore

Se possiedi già un dispositivo connesso e la documentazione non chiarisce la durata del supporto, vale la pena chiedere una risposta scritta all’assistenza.

Puoi utilizzare questo modello.

Modello di richiesta

Oggetto: Richiesta informazioni sul ciclo di supporto software del dispositivo [marca e modello]

Spett.le [nome azienda],

sono proprietario del seguente dispositivo connesso:

  • Tipologia: [frigorifero / lavatrice / forno / altro]
  • Marchio: [marca]
  • Modello: [codice esatto]
  • Data di acquisto: [data]
  • Numero di serie: [se disponibile]

desidero conoscere la politica di supporto software prevista per questo specifico modello e, in particolare:

  1. fino a quale data o per quanti anni sono previsti aggiornamenti e patch di sicurezza;
  2. da quale momento viene calcolato il periodo di supporto;
  3. se gli aggiornamenti comprendono esclusivamente correzioni di sicurezza oppure anche miglioramenti funzionali;
  4. con quali modalità verrà comunicata l’eventuale fine del supporto software;
  5. quali funzionalità continueranno a essere disponibili qualora l’applicazione, il servizio cloud o altre componenti online non fossero più supportate.

Vi chiedo, ove disponibile, di indicarmi anche la pagina ufficiale o la documentazione contenente la politica di aggiornamento relativa al modello.

Ringrazio anticipatamente per il riscontro.

Cordiali saluti,

[Nome e cognome]

La richiesta può essere inviata al servizio clienti o all’assistenza tecnica del produttore.

Il Data Protection Officer non è normalmente il referente corretto per chiedere informazioni sulla durata del supporto software, salvo che la richiesta riguardi specificamente il trattamento dei dati personali.

La prossima etichetta che dovremmo cercare

Per anni abbiamo imparato a guardare quanta energia consuma un elettrodomestico.

Forse dobbiamo imparare a guardare anche quanto dura il suo software.

Più frigoriferi, lavatrici, forni, serrature e climatizzatori diventano computer connessi, meno ha senso giudicarli soltanto in base alla loro meccanica.

Samsung sta dimostrando che un frigorifero del 2021 può ricevere nel 2026 nuove funzioni AI che al momento dell’acquisto non esistevano.

Il Cyber Resilience Act, dall’altra parte, sta iniziando a trasformare la sicurezza software da gentile concessione del produttore a responsabilità regolamentata.

Sono due facce dello stesso cambiamento.

La smart home sta finalmente entrando nell’età adulta.

Adesso manca una cosa molto semplice:

dirci prima dell’acquisto fino a quando resterà davvero smart.

Perché pagare un frigorifero destinato a vivere dodici anni senza sapere quanto vivrà il suo software assomiglia sempre meno a innovazione.

E sempre più a comprare un prodotto con metà della data di scadenza cancellata.

Domande frequenti sugli aggiornamenti degli elettrodomestici smart

Per quanto tempo un elettrodomestico smart dovrebbe ricevere aggiornamenti?

Non esiste oggi una durata unica valida per ogni produttore e modello. Il Cyber Resilience Act europeo prevede per i prodotti interessati un periodo di assistenza generalmente non inferiore a cinque anni e collegato alla durata d’uso ragionevolmente prevista del prodotto. Le principali disposizioni del regolamento si applicheranno dall’11 dicembre 2027.

Un frigorifero smart smette di funzionare quando finiscono gli aggiornamenti?

Non necessariamente. Le funzioni fondamentali, come refrigerazione e congelamento, possono continuare a funzionare anche senza servizi smart. Possono però venire meno applicazioni, servizi cloud, integrazioni e altre funzioni connesse. La situazione varia da prodotto a prodotto.

Un elettrodomestico senza aggiornamenti è pericoloso?

Non significa automaticamente che verrà violato. Il rischio aumenta però se vengono scoperte vulnerabilità che il produttore non corregge più. Per questo la durata del supporto software è particolarmente importante per i dispositivi che rimangono collegati alla rete domestica per molti anni.

Il Cyber Resilience Act obbliga i produttori ad aggiungere nuove funzioni AI?

No. Il CRA riguarda soprattutto cybersecurity, progettazione sicura e gestione delle vulnerabilità. Non obbliga un produttore a portare tutte le nuove funzioni dei modelli recenti sui prodotti precedenti.

Samsung aggiornerà tutti i suoi elettrodomestici per sette anni?

Samsung ha dichiarato fino a sette anni di aggiornamenti software per gli elettrodomestici Wi-Fi compatibili a partire dai modelli lanciati nel 2024. La disponibilità delle singole funzioni può però dipendere dal modello, dal mercato e dalle capacità hardware.

Cosa dovrei verificare prima di comprare un elettrodomestico connesso?

Oltre a prezzo, consumi e caratteristiche tradizionali, conviene verificare la durata dichiarata degli aggiornamenti di sicurezza, da quando viene calcolata, se gli aggiornamenti sono automatici e quali funzioni continuerebbero a funzionare senza app o servizi cloud.

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Daniele Pirotta
Daniele Pirotta

Appassionato di tecnologia, innovazione e design, seguo con curiosità le idee, i prodotti e le tecnologie che stanno cambiando il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare. Mi piace approfondire le innovazioni più interessanti e raccontarle con un linguaggio semplice, chiaro e concreto, rendendole accessibili anche a chi non è un esperto.

Da sempre sono affascinato da tutto ciò che unisce creatività e tecnologia: dall’intelligenza artificiale ai gadget più innovativi, dalla mobilità del futuro alla domotica, fino alle startup che cercano di trasformare un’idea in realtà.

Accanto alla tecnologia coltivo una grande passione per la musica. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani e continuo a divertirmi componendo musica e trasformando le idee in nuove melodie.

Attraverso InnovativaMENTE condivido curiosità, analisi e approfondimenti sul progresso tecnologico, con l’obiettivo di aiutare i lettori a comprendere le innovazioni di oggi e a immaginare i cambiamenti di domani.

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