SeaBubbles: il taxi d’acqua che volava davvero. Perché non è bastato?

SeaBubbles voleva trasformare fiumi e laghi in nuove strade urbane con taxi d’acqua elettrici su hydrofoil. Dopo aver trasportato oltre 2.000 passeggeri, nel 2025 l’azienda è finita in liquidazione. Ma la sua idea era davvero sbagliata?

Immaginate di uscire dall’ufficio, guardare una strada completamente bloccata dal traffico e scegliere un’alternativa piuttosto insolita: scendere verso il fiume, salire su una piccola capsula elettrica e partire quasi senza lasciare onde dietro di sé.

Niente ruote. Niente asfalto. E, soprattutto, niente coda.

Era questa la promessa di SeaBubbles, la startup francese che voleva trasformare fiumi e laghi in nuove strade urbane.

Oggi siamo abituati a vedere prototipi di taxi volanti come GOVY AirCab e a immaginare città in cui una parte del traffico si sposta sopra le nostre teste, SeaBubbles aveva scelto una strada diversa.

Invece di guardare il cielo, aveva guardato l’acqua.

E per qualche anno sembrò davvero che l’idea potesse funzionare.

Poi, nel novembre 2025, l’azienda è finita in liquidazione giudiziaria.

La cosa interessante è che SeaBubbles non si è fermata perché le sue barche non riuscivano a “volare”.

È proprio questo che rende la sua storia molto più interessante di quella di un semplice prototipo fallito.

Una barca che sembra staccarsi dall’acqua

A prima vista una SeaBubble sembra un incrocio tra una piccola automobile, una barca e una navicella uscita da un film di fantascienza.

Il trucco, però, è nascosto sotto la superficie.

Quando l’imbarcazione aumenta la velocità, alcune ali immerse nell’acqua — gli hydrofoil — generano portanza. Lo scafo si solleva e smette di trascinare gran parte della propria superficie nell’acqua.

Non sta realmente volando, ma guardandola passare è difficile non avere quella sensazione.

Ridurre il contatto con l’acqua significa anche ridurre la resistenza che il motore deve vincere. È uno dei motivi per cui gli hydrofoil sono diventati così interessanti proprio nell’epoca delle batterie e della propulsione elettrica.

Nel nostro approfondimento sulle barche elettriche, hydrofoil e autonome abbiamo visto come questa stessa idea sia ormai arrivata anche su traghetti e mezzi destinati al trasporto pubblico.

SeaBubbles aveva iniziato a inseguirla molti anni prima.

Il sogno era usare i fiumi come nuove strade

SeaBubbles fu costituita alla fine del 2015 attorno all’idea di Alain Thébault, già protagonista del progetto Hydroptère, e del campione di windsurf Anders Bringdal.

L’intuizione aveva una forza quasi disarmante.

Le nostre città passano anni a costruire nuove strade, metropolitane e linee ferroviarie.

Eppure molte di loro possiedono già una gigantesca infrastruttura che le attraversa gratuitamente:

l’acqua.

Fiumi, laghi e canali sono spesso molto meno congestionati delle strade che corrono accanto alle loro rive.

Perché non usarli per gli spostamenti quotidiani?

Il progetto SeaBubbles immaginava piccole navette elettriche capaci di collegare punti diversi della città, con pontili dedicati e servizi simili a quelli di un taxi.

Sulla carta sembrava quasi ovvio.

Nella realtà significava convincere amministrazioni pubbliche, operatori, investitori e autorità di navigazione a costruire un nuovo ecosistema intorno a un mezzo che prima non esisteva.

Ed è spesso proprio qui che le idee più affascinanti iniziano a incontrare la realtà.

Cavernicolo osserva un taxi d’acqua elettrico su hydrofoil mentre attraversa un lago.
Immagine social dell’articolo InnovativaMENTE dedicato alla storia di SeaBubbles e al tentativo di trasformare gli hydrofoil elettrici in un nuovo mezzo di trasporto urbano.

Poi arrivarono i passeggeri veri

Molti progetti futuristici hanno una vita abbastanza prevedibile.

Rendering spettacolare.

Video promozionale.

Presentazione a una fiera.

Qualche titolo sui giornali.

Poi silenzio.

SeaBubbles riuscì ad andare più lontano, nell’estate del 2023 una Bubble elettrica entrò in servizio pubblico sul lago di Annecy, in Francia.

Per 62 giorni trasportò più di 2.000 passeggeri e, secondo SeaBubbles, raggiunse un tasso medio di occupazione del 95%. I risultati della sperimentazione furono pubblicati dalla stessa azienda nel resoconto della linea pubblica di Annecy.

Questo cambia parecchio il modo in cui possiamo giudicare il progetto.

Non stiamo parlando di una barca che funzionava soltanto durante una dimostrazione organizzata per le telecamere.

C’erano persone vere che sceglievano di salirci.

Per qualche settimana il futuro non era più un rendering.

Era diventato un normale biglietto di trasporto.

SmartBubble sembrava il passo successivo

Nel 2024 SeaBubbles presentò una versione più grande chiamata SmartBubble.

L’obiettivo era allontanarsi sempre di più dal piccolo prototipo futuristico e avvicinarsi a un mezzo utilizzabile da operatori professionali.

La nuova imbarcazione poteva ospitare fino a otto passeggeri oltre al pilota e utilizzava foil retrattili e sistemi automatizzati per controllare la navigazione sui foil. Le caratteristiche vennero presentate nel catalogo SeaBubbles dedicato a SmartBubble.

A quel punto sembrava che il progetto stesse finalmente entrando nella fase più interessante.

Quella in cui smetti di dimostrare che puoi costruire qualcosa e inizi a dimostrare che qualcuno è disposto a comprarlo e utilizzarlo ogni giorno.

Ed è proprio lì che la storia ha cominciato a complicarsi.

Il problema non era più farla volare

Costruire un prototipo è difficile, costruire un’azienda attorno a quel prototipo lo è spesso ancora di più.

SeaBubbles aveva dimostrato che il principio funzionava. Aveva fatto navigare le proprie imbarcazioni, ottenuto certificazioni e trasportato passeggeri.

Ma la storia aziendale era stata tutt’altro che lineare.

Quando Mediapps Innovation rilevò SeaBubbles alla fine del 2020, la società avrebbe poi descritto una situazione fatta di debiti, prototipi abbandonati e progettazione fortemente esternalizzata. Negli anni successivi il progetto venne riorganizzato e riportato fino alla sperimentazione pubblica di Annecy e allo sviluppo di SmartBubble. È una ricostruzione fornita dalla stessa azienda e riportata in un documento diffuso attraverso GICAN.

Questo rende la storia meno romantica, ma più interessante.

Non basta avere una buona tecnologia.

Per trasformarla in un vero sistema di mobilità bisogna produrre le barche in quantità maggiori, convincere operatori a comprarle, garantire manutenzione e assistenza, realizzare punti di attracco e ricarica e ottenere autorizzazioni che possono cambiare da una città all’altra.

E naturalmente servono capitali per sostenere tutto questo abbastanza a lungo.

Nell’estate del 2025 SeaBubbles arrivò al punto di cercare pubblicamente un investitore o un acquirente capace di accompagnare l’industrializzazione della tecnologia. Il GICAN ricordava ancora il servizio di Annecy e lo sviluppo di SmartBubble.

Quel partner non arrivò in tempo.

Nel novembre 2025 la storia di SeaBubbles si ferma

Il 22 luglio 2025 SeaBubbles entrò in una procedura di risanamento.

Pochi mesi dopo, il 19 novembre 2025, la procedura venne convertita in liquidazione giudiziaria.

SeaBubbles aveva trascorso quasi dieci anni cercando di dimostrare che una piccola navetta elettrica su hydrofoil potesse diventare una nuova forma di trasporto urbano.

Alla fine era riuscita a dimostrare la prima metà della frase.

La navetta funzionava.

La seconda — trasformarla in un’attività abbastanza grande e stabile da sopravvivere — si è rivelata molto più difficile.

La beffa? L’idea non è affatto morta

Qui la storia prende una piega quasi ironica.

Mentre SeaBubbles cercava di completare la propria industrializzazione, altre aziende stavano portando gli hydrofoil elettrici sempre più vicini al trasporto pubblico reale.

Il caso più evidente è quello della svedese Candela.

Nel 2024 il suo P-12, un traghetto elettrico su hydrofoil, ha iniziato a trasportare passeggeri nella rete pubblica di Stoccolma. Nel 2026 l’azienda ha pubblicato i risultati della sperimentazione, riportando un aumento dell’utilizzo della linea e livelli elevati di soddisfazione dei passeggeri. Candela ha raccolto qui i risultati del progetto.

SeaBubbles e Candela sono aziende e progetti molto diversi, quindi sarebbe sbagliato considerarli una sfida diretta.

Il confronto serve però a mostrare una cosa.

L’idea di utilizzare hydrofoil ed elettricità per rendere più efficiente il trasporto sull’acqua non è morta insieme a SeaBubbles.

Anzi, sta continuando a evolversi.

Avere ragione troppo presto può essere quasi come avere torto

La storia della tecnologia è piena di aziende che hanno costruito qualcosa prima che il mercato fosse pronto.

A volte manca l’infrastruttura.

A volte il prodotto costa troppo.

A volte semplicemente finiscono i soldi prima che inizi il mercato.

SeaBubbles potrebbe essere uno di questi casi, anche se sarebbe troppo semplice attribuire tutto soltanto al fatto di essere arrivata presto.

La sua storia aziendale è stata più tormentata di così.

Ed è proprio questo che la rende interessante.

Anche quando raccontiamo tecnologie completamente diverse, come l’esoscheletro NAVEE, la domanda realmente utile non è soltanto:

funziona?

È anche:

può trovare un posto sensato nella vita quotidiana?

SeaBubbles aveva trovato un modo spettacolare per muoversi sull’acqua.

Ciò che non è riuscita a costruire in tempo era tutto ciò che doveva esistere attorno a quella barca.

SeaBubbles è stata davvero un fallimento?

Dipende dalla domanda.

Se chiediamo:

“SeaBubbles è riuscita a riempire le città di taxi d’acqua?”

La risposta è no.

Se chiediamo invece:

“Ha dimostrato che una piccola imbarcazione elettrica su hydrofoil poteva trasportare realmente dei passeggeri?”

La risposta cambia.

Lo ha fatto.

Per 62 giorni più di duemila persone sono salite su una di quelle strane capsule sul lago di Annecy. E, secondo i dati diffusi dall’azienda, i posti disponibili risultarono occupati in media per il 95%.

Questo rende il finale molto meno semplice di quanto sembri.

SeaBubbles non era un rendering diventato virale e poi dimenticato.

Era una tecnologia arrivata abbastanza lontano da farci intravedere un possibile futuro, ma non abbastanza lontano da trasformarlo in un’attività capace di durare.

Il futuro dei taxi d’acqua è ancora aperto

Forse tra qualche anno guarderemo SeaBubbles come uno dei tanti esperimenti curiosi della mobilità degli anni 2010.

Oppure potremmo ricordarla come una di quelle aziende che hanno mostrato una direzione prima che diventasse evidente.

Oggi sappiamo almeno una cosa.

Un’imbarcazione elettrica può sollevarsi sui foil.

Può trasportare passeggeri.

E la stessa idea può essere applicata a mezzi destinati persino al trasporto pubblico.

La domanda più interessante, quindi, non è più:

“Chi riuscirà a farla funzionare abbastanza bene, abbastanza a lungo e a un costo abbastanza basso da renderla normale?”

SeaBubbles non è riuscita a dare quella risposta.

Ma ha contribuito a rendere la domanda molto meno fantascientifica.

Voi salireste su un taxi d’acqua elettrico per evitare il traffico cittadino, oppure preferireste restare con i piedi — e le ruote — per terra?

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Daniele Pirotta
Daniele Pirotta

Appassionato di tecnologia, innovazione e design, seguo con curiosità le idee, i prodotti e le tecnologie che stanno cambiando il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare. Mi piace approfondire le innovazioni più interessanti e raccontarle con un linguaggio semplice, chiaro e concreto, rendendole accessibili anche a chi non è un esperto.

Da sempre sono affascinato da tutto ciò che unisce creatività e tecnologia: dall’intelligenza artificiale ai gadget più innovativi, dalla mobilità del futuro alla domotica, fino alle startup che cercano di trasformare un’idea in realtà.

Accanto alla tecnologia coltivo una grande passione per la musica. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani e continuo a divertirmi componendo musica e trasformando le idee in nuove melodie.

Attraverso InnovativaMENTE condivido curiosità, analisi e approfondimenti sul progresso tecnologico, con l’obiettivo di aiutare i lettori a comprendere le innovazioni di oggi e a immaginare i cambiamenti di domani.

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3 commenti

  1. Bel sito! Interessante, notizie curiose, piacevoli da leggere…
    Bisognerebbe però che fossero più frequenti le pubblicazioni :o)

  2. Bel sito! Notizie curiose e piacevoli da leggere.
    Bisognerebbe però che ci siano pubblicazioni più frequenti :o)

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